
Nella provincia di Reggio Emilia sono 9.169 le imprese attive a conduzione femminile, il 19,1% del totale delle imprese attive sul territorio, dato in linea con il trend dell’ultimo anno. Tra i settori maggiormente in difficoltà troviamo il comparto moda, l’agricoltura e il commercio al dettaglio, mentre cresce maggiormente il numero di imprese femminili nel comparto dei servizi alle imprese, in particolare nei servizi di comunicazione, gestione e consulenza aziendale. Il comparto artigiano, con dettaglio disponibile solo a livello regionale, vede crescere in particolare le imprese che offrono servizi informatici. Nel reggiano, le imprese artigiane sono il 24,7% di quelle a conduzione femminile, quelle gestite da straniere sono 17,1% mentre sono il 9,6% quelle gestite da ragazze under 35.
«L’analisi dell’ufficio studi dell’associazione – conclude Rita Cavalieri, presidente del Movimento Donne di Lapam Confartigianato – mostra come vi sia una difficoltà per le donne nel trovare occupazione e nel fare impresa, dando libero sfogo alle loro idee imprenditoriali. Una delle motivazione alla base di questi dati è la difficoltà per le donne di poter conciliare vita lavorativa e vita privata a causa dell’assenza di misure che vadano proprio in questa direzione. Se vogliamo favorire l’occupazione “rosa” e la realizzazione di nuove attività imprenditoriali che siano gestite anche al femminile, dobbiamo intraprendere azioni forti e concrete per evitare che le donne si debbano trovare di fronte al bivio di scegliere tra la vita privata e la carriera lavorativa. È per questo motivo che, come associazione, collaboriamo a progetti dedicati all’empowerment femminile, oltre a formare e a inserirci all’interno dei programmi scolastici, puntando molto sul coinvolgimento anche delle ragazze verso materie STEM, cercando di superare pregiudizi sociali e culturali».

