L’incessante attività di monitoraggio del territorio condotta dai Carabinieri della Compagnia di Modena ha visto, negli ultimi periodi, un significativo incremento dei servizi di prevenzione e di controllo nelle aree più sensibili della città, con particolare riferimento all’asse di viale Storchi e alle zone limitrofe.
Il giorno 13 aprile scorso, in quel quadrante cittadino, i militari della Sezione Radiomobile intervenivano a seguito dell’attivazione di un dispositivo elettronico di controllo, il “braccialetto elettronico”, che segnalava la presenza di un 29enne di origini marocchine, operaio residente in città e già noto alle forze dell’ordine, a una distanza inferiore ai mille metri dall’abitazione della sua ex compagna.
L’uomo, nonostante fosse sottoposto dal dicembre 2025 alla misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, veniva sorpreso in palese violazione delle prescrizioni imposte, venendo immediatamente bloccato e tratto in arresto in flagranza di reato.
Sempre nell’ottica di un presidio costante del centro cittadino e delle sue arterie principali, l’azione dell’Arma si è estesa alla verifica del rispetto delle normative sulla sicurezza e sulla regolarità del lavoro.
I Carabinieri della Stazione di Modena Principale, supportati dal personale della Squadra di Intervento Operativo (S.I.O.) del 5° Reggimento “Emilia-Romagna” e dagli specialisti del Nucleo Ispettorato del Lavoro, avevano controllato di recente un esercizio pubblico dedito alla somministrazione di kebab, in cui si verificano scene surreali visto che i dipendenti tentavano invano di nascondersi all’interno del locale, per evitare l’identificazione.
L’ulteriore controllo ha svelato che i due gestori prestavano l’attività lavorativa completamente “in nero”, mentre le verifiche tecniche facevano emergere gravi carenze gestionali da parte dell’amministratore unico della società, un 49enne di origine turca, il quale aveva omesso di informare i dipendenti sui rischi per la sicurezza sul lavoro, senza avviarli ai corsi obbligatori di formazione.
Considerata la recidiva infraquinquennale del titolare, è scattato l’immediato provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, accompagnato da sanzioni amministrative e ammende penali per un importo complessivo che supera i 16.000 euro.
Tali operazioni testimoniano l’impegno quotidiano e la capillarità della presenza dell’Arma dei Carabinieri sul territorio, finalizzata a reprimere i reati predatori e di genere ed a tutelare i diritti dei lavoratori e la sicurezza dei cittadini nei luoghi di aggregazione urbana.
Il costante pattugliamento delle zone più sensibili della città rimane una priorità per garantire il rispetto della legalità e la civile convivenza.

