
Organizzato dal Dipartimento integrato di Neuroscienze dell’Università di Modena e Reggio Emilia e dell’Azienda USL di Modena, diretto dal professor Paolo Nichelli, il convegno fa parte dei progetti di ricerca della Regione su meccanismi, diagnosi e trattamento delle epilessie farmacoresistenti.
In particolare, con l’acronimo EEG-fMRI si fa riferimento ad una nuova metodica che consente la registrazione simultanea di immagini di risonanza magnetica funzionale e tracciato elettroencefalografico. Questa metodica permette, ad esempio, di mappare le aree cerebrali che si attivano durante l’esecuzione di un determinato compito come parlare, muovere una mano o altro. Allo stesso modo è possibile registrare le modificazioni del flusso ematico cerebrale durante un evento di interesse, come ad esempio una crisi epilettica. Utilizzando le due metodiche simultaneamente è possibile correlare gli eventi registrati dall’EEG di interesse con le modificazioni del segnale BOLD (rilevati con la risonanza magnetica) a questi associate. In questo modo risulta possibile studiare, nei singoli pazienti, da quali regioni cerebrali originano i fenomeni di tipo epilettico in studio, identificando la cosiddetta “area epilettogena”, cioè la regione di esordio e di iniziale propagazione della scarica critica.
L’implementazione di una metodica non invasiva come la co-registrazione EEG-fMRI può fornire informazioni aggiuntive rispetto ad altre metodiche, aprendo la strada ad una possibilità chirurgica e di guarigione anche in pazienti fino ad ora considerati non idonei alla chirurgia.

