
E’ il duro commento del vice-coordinatore provinciale del PDL Enrico Aimi.
“Prima una diciassettenne modenese aggredita da un extracomunitario armato di bottiglia, che solo a colpi di borsetta e con l’aiuto disperato della madre è riuscita a divincolarsi dalle grinfie del suo aggressore quando ormai era già mezza denudata; poi una donna che a notte inoltrata ha subito lo stesso trattamento nei pressi della stazione dei treni e che, nonostante avesse ricevuto una buona dose di calci e pugni in testa dal gentiluomo maghrebino che le era saltato addosso, è riuscita a liberarsi in tempo chiedendo aiuto. Ecco – ha aggiunto il vice-presidente del Consiglio regionale – in entrambi i casi, l’intervento della polizia ha poi successivamente portato all’arresto dei due extracomunitari, ma se le due donne non avessero avuto una reazione decisa, saremmo qui a dover purtroppo commentare due violenze carnali consumate. E dunque il problema resta.
Infatti – ha rincarato Aimi – mentre la sinistra continua a filosofeggiare raccontando che Modena è una città sicura, i criminali continuano in beata tranquillità nelle loro scorribande. I compagni devono smetterla di dire ai quattro venti che l’immigrazione è solo un’opportunità: sì – ha aggiunto laconicamente Aimi – in molti troppi casi sta diventando un’opportunità per essere aggrediti o stuprati. La città è ormai definitivamente stanca di questa visione con paraocchi dell’amministrazione post comunista alla guida di Modena. Sarebbe interessante conoscere un dato: le migliaia di stranieri che hanno commesso crimini nel modenese godevano delle simpatie delle amministrazioni fatte di concessioni, sussidi, alloggi, buoni pasto? E tali agevolazioni sono rimaste in piedi nonostante il “bizzarro comportamento” o sono state prontamente revocate.
Gli assessori alle politiche sociali anzichè ricercare sempre nuovi fondi per supportare queste anomale situazioni, dovrebbero al contrario interrogarsi circa l’opportunità di prevedere e consigliare a questi sgraditi ospiti stranieri, civilissimi piani di rientro. Lo cosigliano – ha concluso Aimi – la crisi economica, il numero esorbitante di stranieri senza più lavoro, il comportamento di molti, inconciliabile con le più elementari norme del semplice e quieto vivere comune; ciò mentre la città attende incredula la manifestazione di alcune frange di estrema sinistra che auspicano la fine di Daniele Giovanardi e la chiusura del Centro di Identificazione e di Espulsione di Modena”.

