
Sono queste caratteristiche che rendono il simpatico personaggio felliniano straordinariamente somigliante al consigliere Leoni del Pdl – anch’egli rumoroso e fugace – che liberamente scorrazza, almeno una volta al giorno, sulle pagine dei giornali e sulle note d’agenzia. Senza nulla dire di significativo ma solo rombando come un pilota futurista per il quale ciò che conta non è la verità ma la parola in libertà, veloce come una saetta, aggressiva come un motore da 400 cavalli. E’ la sua una presenza costante, una consuetudine della quale, in fondo, non possiamo più fare a meno.
Chi non sarebbe in apprensione se solo per un giorno il simpatico “Scuréza” modenese non facesse la sua apparizione sotto la Ghirlandina? I suoi passaggi – che, come le Guzzi sulle strade bianche di una volta, sollevano foglie secche e schizzi di fango – fanno parte ormai del paesaggio urbano, assieme ai tortellini, alle ferrari, agli immigrati (suo malgrado) e ai comunisti che l’indomito “Scuréza” insegue invano da anni, come il capitano Achab, anche se non ci sono più. Per questo gli perdoniamo anche le ultime sciocchezze sulle scritte in arabo alla festa di Borgo Albergati e lo invitiamo a mangiare due salsicce e un bicchiere di lambrusco in compagnia».

