
Tra le voci più significative sul fronte delle entrate si registra l’impennata degli utili della festa provinciale: oltre 460 mila euro (quasi quattro volte rispetto al 2009) sono dunque entrati nelle casse del partito dalla kermesse dello scorso settembre. Bene anche i contributi venuti dai circoli (in particolare dalle sottoscrizioni raccolte durante la campagna elettorale delle regionali) e dalle iniziative di autofinanziamento (tra queste la cena con Bersani di dicembre).
Sul fronte della spesa si registrano invece significative economie, anzitutto sull’affitto e sui costi di gestione della sede provinciale: la scelta di via Scaglia – oltre che coerente con l’impegno politico assunto nel momento della nascita del Pd di dotarsi di una nuova sede – risulta decisamente più economica rispetto a quella di via Divisione Acqui, quasi 150 mila euro in meno. Analogo risparmio (150 mila euro in meno) si registra anche sul fronte delle spese per il personale: prosegue infatti senza esitazioni l’opera di dimagrimento dell’apparato politico e tecnico del partito, annunciato un anno fa. Infine economie significative si sono registrate nel 2010 sui costi dell’iniziativa politica: se da un lato il 2009 aveva visto impegnato il Pd nel congresso nazionale (oltre 90 mila euro) e nelle elezioni europee e amministrative (oltre 150 mila euro), nel 2010 i costi per le regionali si sono fermate a 128 mila euro.
“Siamo un partito giovane – commenta il tesoriere provinciale Valter Reggiani – che ha deciso di rimettersi immediatamente in carreggiata dopo le prime difficoltà. Il lavoro compiuto in questo anno è merito di tutti: i nostri iscritti hanno dato fiducia al piano di risanamento che avevamo annunciato e i risultati non si sono fatti attendere. Ora – aggiunge Reggiani – ci attende una sfida altrettanto importante: forti di questi primi risultati positivi dovremo dare continuità ad una gestione sana e rigorosa da un lato, strutturare un partito nuovo e al passo con la società che è cambiata dall’altro. Vogliamo liberare risorse per investirle nell’iniziativa politica, nella comunicazione, nella formazione dei nuovi gruppi dirigenti”.
“Intendiamo proseguire nel lavoro di costruzione del partito nuovo in modo responsabile e trasparente – ha sottolineato il segretario provinciale del Pd, Davide Baruffi – è giusto che non solo i nostri iscritti ed i nostri elettori, ma tutti i cittadini modenesi sappiano come si finanzia e come vive il Pd, il principale partito di governo del territorio. Mi chiedo – ha concluso Baruffi – se non sia venuto il tempo che anche gli altri partiti aprano le loro porte (e i loro bilanci) alla pubblica opinione: noi non sappiamo come si finanzino, con quali risorse e di chi. Torno a chiederlo pubblicamente per la terza volta, anche se dubito che avremo risposte”.

