
Nell’ordine in manette sono finiti N.M. 30enne e la compagna S.C. 37enne di Castellarano che avevano un ruolo di primo piano nell’attività di spaccio, il loro fornitore Y.Z. 33enne residente a Sassuolo (raggiunto in carcere dal provvedimento restrittivo in quanto detenuto per altra causa ndr) ed altra coppia formata da una vigilessa G.I. 27enne ed il compagno A.L. 38enne, entrambi di Baiso che con un profilo piu’ basso rispetto alla prima coppia vendevano prevalentemente in locali pubblici cocaina. Le due coppie reggiane coinvolte nell’attività di spaccio sono state ristrette in regime di arresti domiciliari. Una sesta persona, N.F. 35enne indagato nell’ambito del procedimento, è stata arrestata questa mattina in quanto durante la perquisizione domiciliare è stato trovato in possesso di alcuni grammi di cocaina e marijuana la cui detenzione è stata ricondotta ai fini di spaccio. Altre tre persone, tra cui i figli di un politico reggiano, sono indagati nell’ambito del procedimento.
Un indagine nata attraverso un’attività di cognizione condotta nell’ambito dei consumatori della Reggio bene frequentatori di locali pubblici nel reggiano che ha visto i Carabinieri di Castelnovo Monti ricostruire la filiera dello spaccio arrivando alla coppia di Castellarano, al loro fornitore ed alla coppia di Baiso. Un’indagine laboriosa quella, dei Carabinieri di Castelnovo Monti come dimostra un dato su tutti ovvero i circa 700 contatti telefonici effettivi (messaggi e conversazioni) documentanti tra il fornitore principale sassolese e il pusher di Castellarano che con la compagna gestiva il traffico di stupefacenti.

