
Il riordino del settore del gioco, ricorda l’odg, è stato affrontato a più riprese senza però approdare a una normativa quadro, ma – a parere del Consiglio provinciale – “la tutela della salute e dell’ordine pubblico impongono interventi tempestivi anche da parte delle autorità locali preposte”.
La Corte Costituzionale (con sentenza n. 300/2011) riconosce ai Comuni e alle Regioni la legittimità ad intervenire sulla materia e, ricorda l’ordine del giorno, la Regione Emilia-Romagna a fine 2012 ha approvato all’unanimità una risoluzione con la quale si chiede al Governo una legislazione quadro completa che, da un lato, garantisca omogeneità di interventi su tutto il territorio nazionale e dall’altro, consenta poi alle singole Regioni di dotarsi di strumenti legislativi inseriti in un ambito normativo più chiaro e definito. “Attualmente, sul territorio della provincia di Bologna – ricorda il documento – sono pochi i Comuni che si sono dotati di una normativa specifica sulla materia”.
Al testo originale, presentato in Aula lo scorso 8 aprile e successivamente discusso in Commissione consiliare, è stato aggiunto un capoverso su richiesta di Maria Grazia Baruffaldi del Pd che chiede di “destinare una parte delle entrate derivanti dal settore alla prevenzione e alla cura delle patologie da gioco”.

