
Settori produttivi
Per quanto riguarda i Lavori di costruzione specializzati rileviamo una specializzazione maggiore a Ravenna (indice 113), Ferrara (109) e Rimini (109); per le Altre attività di servizi per la persona rileviamo una specializzazione maggiore a Ferrara (indice 130), Ravenna (122) e Rimini (109); per la Fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchinari e attrezzature) rileviamo una specializzazione maggiore a Bologna (indice 129), Piacenza (124) e Modena (114); per il Trasporto terrestre e trasporto mediante condotte rileviamo una specializzazione maggiore a Piacenza (indice 130), Bologna (119) e Ravenna (109); per il Commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli rileviamo una specializzazione maggiore a Piacenza (indice 115), a Ravenna (104) e a Forlì-Cesena (104); per le Industrie alimentari rileviamo una specializzazione maggiore a Parma (indice 180), Ferrara (124) e Ravenna (108); per la Fabbricazione di macchinari ed apparecchiature rileviamo una specializzazione maggiore a Reggio nell’Emilia (indice 135), Modena (125) e Parma (124); per le Attività dei servizi di ristorazione rileviamo una specializzazione maggiore a Ravenna (indice 148), Rimini (146) e Ferrara (123); e per la Costruzione di edifici rileviamo maggiore specializzazione a Piacenza (125), Rimini (125) e Reggio nell’Emilia (123).
Export
Presi i primi 10 settori (divisioni Ateco 2007) con più elevato numero di addetti nell’artigianato dell’Emilia-Romagna osserviamo che il valore dell’export dei beni realizzati in questi settori ammonta a 7,9 miliardi di euro, pari al 59,2% dei 13,3 miliardi di euro a cui ammonta il valore totale delle vendite realizzate all’estero dalle imprese dell’Emilia-Romagna. Anche se non effettuano direttamente le vendite all’estero le imprese artigiane sono a pieno coinvolte nei processi di internazionalizzazione, tenuto conto che il 50,2% delle micro e piccole manifatturiere lavora in subfornitura.
La quota del 59,2% dell’export nei 10 settori con la più alta occupazione artigiana si compone del 28,0% di export di Macchinari ed apparecchiature, del 7,9% di export di Articoli di abbigliamento, confezione di articoli in pelle e pelliccia, del 7,8% di export di prodotti alimentari, del 7,3% di export di altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi, del 3,9% di export di Prodotti in metallo (esclusi macchinari e attrezzature), del 2,0% di export di Prodotti delle altre industrie manifatturiere, dell’1,1% dall’export di Mobili, dell’1,0% di export di Prodotti tessili e dello 0,3% dai Prodotti in legno e sughero e articoli in paglia e materiali da intreccio (esclusi i mobili).
A livello provinciale, al I trimestre 2015, il maggior contributo all’esportazione di prodotti realizzati nelle divisioni a maggior presenza di occupati nell’artigianato proviene da Bologna con una quota del 22,3% delle vendite verso mercati esteri realizzate a livello regionale nei settori esaminati, seguita da Modena con il 22,2%, da Reggio nell’Emilia con il 21%, da Parma con l’11,9%, da Piacenza con il 6,6%, da Ravenna con il 5,5%, da Rimini con il 4,3%, da Forlì-Cesena con il 4,2% e da Ferrara con il 2,2%.

