
“Si tratta purtroppo solo dell’ultima azione a danno del formaggio italiano piu’ famoso nel mondo – sottolinea Vincenzi – che nel corso dell’ultimo triennio ha subito furti per un valore vicino ai 10 milioni di euro con oltre 20mila forme sottratte da caseifici, magazzini, distributori e supermercati.”
Il sistema diffuso di produzione sul territorio, che coinvolge circa 350 caseifici sparsi fra il Modenese, il Reggiano, il Parmense, e parti del Bolognese e del Mantovano, favorisce – sottolinea Coldiretti – la caccia della criminalità al ricco bottino con ogni forma dal peso di circa 40 chili che vale oltre i 400 euro. Una refurtiva che va ad alimentare il mercato nero e, oltre a provocare un danno ai diretti interessati, altera la concorrenza sul mercato a danno di tutti produttori. Per poter ricettare, le bande criminali sono costrette a tagliarlo a pezzi o a grattugiarlo poiché – spiega la Coldiretti – ogni singola forma è rintracciabile. A difesa del pregiato formaggio – informa la Coldiretti – si sta diffondendo l’uso di sistemi di allarme e di controllo ma è anche necessario un maggiore impegno nel presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine.
Quello del Parmigiano – termina Coldiretti – è solo uno dei settori appetiti dai malviventi delle campagne con i furti nelle aziende agricole che ormai sono diventati una vera e propria su tutto il territorio provinciale andando a colpire, di volta in volta, dai trattori alle attrezzature, dal gasolio ai prodotti agricoli.

