
Si è cercato di favorire nei giovani studenti una presa di coscienza sul fenomeno, responsabilizzandoli sulle conseguenze di azioni e parole e sensibilizzandoli sul fatto che quelli che vengono considerati semplici scherzi possono invece costituire delle vere e proprie vessazioni nei confronti dei più deboli.
Il messaggio è rivolto non solo ai bulli e alle loro vittime, ma anche a tutti coloro che “fanno finta di non vedere” e che “non tendono una mano verso i più deboli”.
Sono stati proiettati anche dei video sul cyber-bullismo, sottolineando il fatto che che è colpevole non solo chi pubblica, ma anche chi condivide immagini e filmati.
Si è posto anche l’accento sugli strumenti che sono stati messi a disposizione dal legislatore per prevenire e contrastare il bullismo e il cyber-bullismo. La legge n.71 del 29 maggio 2017 prevede, tra l’altro, un referente all’interno delle scuole che vigili sul fenomeno e la possibilità per il Questore di ammonire il minore ultraquattordicenne responsabile di atti di bullismo, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge.

