
All’inizio degli anni 80 è guerra tra le vecchie famiglie della mafia, Totò Riina e i Corleonesi. In palio c’è il controllo sul traffico di droga.
Alla festa di riconciliazione delle ‘famiglie’ Tommaso Buscetta sente il pericolo.
Decide di emigrare in Brasile per seguire i suoi traffici e allontanarsi dai Corleonesi che si accaniranno su due dei suoi figli e il fratello rimasti in Sicilia, e lui stesso è braccato anche in Brasile.
Ma prima della mafia è la polizia brasiliana ad arrestarlo. Ora ci sarà l’estradizione e la morte sicura in Italia. Ma il giudice Giovanni Falcone, interpretato nel film da Fausto Russo Alesi, gli offre un’alternativa: collaborare con la giustizia. Per il codice d’onore della mafia equivale a tradire.
Grazie alle sue rivelazioni viene istruito il Maxi-Processo con 475 imputati.
Le sentenze decimano la mafia, ma Totò Riina è ancora latitante.
La risposta è l’attentato a Falcone e alla sua scorta. Buscetta decide di fare nomi eccellenti della politica, è il testimone in numerosi processi e diventa sempre più popolare.
Marco Bellocchio prende Tommaso Buscetta e ne fa un personaggio tragico shakespeariano, una figura fatta di ombre e drammi che racconta con stile lineare e cronachistico. Nelle pieghe del racconto e nei chiaroscuri del personaggio, il regista piazza i suoi tocchi più personali, elevando così il film. Ottimo il cast: Favino, certo, ma anche Fabrizio Ferracane e tutti i comprimari, con scene come quella del confronto al maxiprocesso tra Buscetta e Calò davvero superlative.
Il prossimo film in cartellone sarà mercoledì prossimo 23 ottobre “Genitori quasi perfetti” della regia di Laura Chiossone con fra gli altri Anna Foglietta e Lucia Mascino.

