
Con le accuse di spaccio di stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale, i militari della sezione operativa hanno arrestato il predetto 37enne gambiano domiciliato a Reggio Emilia ristretto al termine delle formalità di rito a disposizione della Procura reggiana. Si tratta di un nome noto negli ambienti dello spaccio, anche violento: su di lui grava la sentenza di condanna a due anni di reclusione per lesioni aggravate in relazione ai gravi fatti verificatisi quasi tre anni fa all’interno delle ex Officine Reggiane quando, il 19 giugno 2018, di notte, tre cittadini nigeriani furono aggrediti all’interno del loro giaciglio ricavato nell’ex area industriale, da un gruppo di cittadini gambiani. Il più grave finì in coma a causa delle ferite subite alla testa.
L’arresto ieri pomeriggio quando nel corso di uno dei tanti servizi eseguiti dai carabinieri in Piazzale Europa i militari notavano la presenza di un giovane di colore che dopo aver ceduto una dose ad un ragazzo italiano riuscito a fuggire, alla vista dei carabinieri cercava di allontanarsi. Durante la fuga apriva un involucro in cellophane in suo possesso ingoiando il contenuto e gettando il cellophane che recuperati dai carabinieri risultava contenere residui di marjuana, sostanza che il gambiano ha quindi ingerito. Raggiunto veniva fermato a fatica per la resistenza attiva posta in essere, avuto riguardo agli operanti che alla luce dei fatti lo arrestavano. In sua disponibilità 300 euro ritenuti provento dello spaccio e due smartphone con sim card fittiziamente intestate, tutto sequestrato unitamente all’involucro in cellophane con residui di marjuana gettato durante la fuga.
Attenzione alta dunque su Piazzale Europa, anche ad opera dei carabinieri come rivelano i numeri dell’ultimo anno: una trentina tra arresti e denunce di pusher, la segnalazione di una quarantina di assuntori di stupefacenti e il sequestro di oltre due etti di droga tra eroina, cocaina, crack, hascisc e marjuana. Un’area strategica per la proliferazione dei reati di spaccio grazie anche al sottopasso che consente, all’atto dei controlli, la fuga dei pusher che spariscono passando dal Piazzale Europa a Piazza Marconi. Il tutto probabilmente agevolato dalla presenza di “vedette” che allertano i venditori di droga. Una zona ritenuta remunerativa dagli stessi spacciatori perché il Piazzale Europa è il terminale di tutte le corriere che si spostano nella provincia reggiana facendo poi capolinea proprio in Piazza Europa. In tale area recenti indagini dei carabinieri hanno rilevato come le pensiline delle fermate degli autobus, i parcheggi delle auto dello stesso piazzale, i binari della vicina stazione ferroviaria e le aiuole presenti vengono usate come “deposito” di droga a cielo aperto da parte dei pusher che piuttosto di rischiare portando addosso lo stupefacente, occultano in questo modo la droga assicurandosi così l’impunità. Dinamiche di spaccio che mutano di continuo ma che vengono sempre attenzionate dai carabinieri reggiani che – in linea con l’indirizzo dato dal Comandante Provinciale Colonnello Cristiano Desideri – da tempo hanno acceso il faro su tale area attraverso mirati servizi concretizzatisi nell’ultimo anno con importanti risultati.

