
Secondo le previsioni nel 2026 l’Emilia-Romagna si confermerà tra le regioni economicamente più dinamiche d’Italia, con una crescita del PIL stimata allo 0,8%, al pari di Lombardia e Veneto. Il risultato si inserisce in un contesto internazionale caratterizzato da forte incertezza – tra tensioni commerciali globali, elevato debito pubblico e rallentamento di alcune grandi economie – ma evidenzia la capacità di tenuta del sistema economico regionale.
Al contempo, i dati indicano una trasformazione progressiva del tessuto imprenditoriale. Al 31 dicembre 2025 le imprese registrate in Emilia-Romagna sono 428.845, con un saldo positivo di +1.604 unità nel corso dell’anno, il più elevato degli ultimi tre anni. La crescita del numero di imprese è accompagnata da un cambiamento nella loro struttura e nella distribuzione settoriale: nel 2025 si rafforza la presenza di aziende dei servizi (+3.077), mentre il commercio registra un calo del numero di imprese (-959). La struttura si consolida verso forme più strutturate, con le società di capitale (134.764) in crescita di 3.852 unità, + 2,9% (dati elaborati su base Unioncamere Movimprese e scenario di previsione Prometeia).
Il quadro economico e le trasformazioni in atto nel sistema imprenditoriale regionale sono stati al centro del convegno “Nuovi scenari di mercato e strumenti per supportare la continuità e lo sviluppo del tessuto imprenditoriale italiano”, promosso da Federmanager Bologna – Ferrara – Ravenna e dall’Ordine degli Ingegneri di Bologna, con il patrocinio degli Ordini degli Ingegneri di Ferrara e Ravenna, che si è svolto a Bologna il 18 marzo.
Moderati da Roberto Pettinari, coordinatore Commissione Sostenibilità (SIATE) di Federmanager Bologna-Ferrara-Ravenna, i relatori hanno fornito una panoramica su competenze e strumenti cruciali per le imprese italiane in un contesto economico attraversato da profonde trasformazioni.
Il tessuto manifatturiero italiano ed emiliano-romagnolo
Ha aperto i lavori l’intervento di Sara Cirone, presidente Fondazione Hub del Territorio Emilia–Romagna e consigliera di Federmanager Bologna–Ferrara–Ravenna, incentrato sulla situazione attuale e sulle prospettive di evoluzione del tessuto manifatturiero italiano ed emiliano-romagnolo, evidenziando le principali dinamiche che stanno ridefinendo l’economia regionale tra innovazione, trasformazioni settoriali e nuove sfide competitive: “Il quadro che emerge è quello di un sistema imprenditoriale stabile nei numeri ma in progressiva trasformazione. Pur rimanendo una delle principali regioni manifatturiere europee, l’Emilia-Romagna vede oggi oltre il 64% del valore aggiunto generato dal settore dei servizi. “Tra le opportunità che si profilano per il 2026 – ha proseguito -, sempre riferendoci a dati e scenari Unioncamere Promoteia, possiamo evidenziare una ripresa dell’export (+1,2%), con riposizionamento verso Asia ed Europa, servizi finanziari in forte espansione, +5,8% di nuove imprese nel 2025, crescita delle imprese di servizi professionali, tech e noleggio/supporto (+3,3%), mercato del lavoro tra i più solidi, con la disoccupazione al 4,1% nel 2026, rafforzamento strutturale verso le società di capitale (+2,9% stock).”
Rappresentano invece fattori di rischio la fine dei bonus edilizi, la chiusura del PNRR, i dazi USA e la volatilità del cambio, con il conseguente impatto sull’export manifatturiero; ancora, il rallentamento globale, con la Cina al 4,3% nel 2026 e gli USA all’1,5% e a livello locale il commercio in contrazione strutturale.
Nel corso del convegno sono stati poi approfonditi alcuni degli strumenti oggi più rilevanti per la competitività delle imprese: dalla gestione delle crisi aziendali alle nuove opportunità offerte dall’intelligenza artificiale, fino ai modelli innovativi di management e agli strumenti di finanza alternativa.
Crisi d’impresa, la composizione negoziata della crisi strumento per il risanamento aziendale
Fare impresa significa anche essere pronti ad affrontare i segnali di crisi, che l’imprenditore deve intercettare tempestivamente. “La Composizione Negoziata della Crisi d’impresa – ha spiegato Riccardo Rappini, iscritto all’Albo degli Esperti di riferimento – è un nuovo strumento su base volontaria e stragiudiziale che opera attraverso la Piattaforma informatica della Camera di Commercio ad essa dedicata. Il suo scopo è il Risanamento aziendale, attuato mediante il superamento di uno stato di difficoltà o di crisi, ma che sia del tipo reversibile e non ancora una insolvenza conclamata. Il percorso si apre con l’istanza con cui l’imprenditore chiede la nomina di un Esperto Indipendente che verifica la fattibilità e avvia tra l’imprenditore, i suoi creditori e le altre parti interessate, le trattative necessarie per giungere alla composizione. La chiave del suo successo è l’intervento tempestivo dell’imprenditore che prende coscienza dell’inizio della crisi e pone in essere i rimedi per farvi fronte, anche in forte discontinuità con il passato.”
Competere nell’era dell’Intelligenza Artificiale
Fabio Ceccarani, AD ed Equity Partner di Consulgroup ha posto il focus, mediante la presentazione fatta pervenire per l’evento, sul prossimo futuro dell’ecosistema imprenditoriale. “Guardando avanti, sarà decisivo per le imprese sviluppare una leadership capace di comprendere e integrare l’Intelligenza Artificiale nei modelli strategici, organizzativi e di business. In un contesto segnato da cambiamenti tecnologici e geopolitici profondi, chi saprà guidare questa trasformazione con visione e coraggio potrà costruire un vantaggio competitivo concreto, sostenibile e duraturo.”
Governare l’incertezza: il “Management as a Service” come nuova leva strategica
“In un mercato complesso – ha sottolineato Roberto Giannone, fondatore della piattaforma GIA Managment Hub – la competitività dipende dalla qualità delle decisioni. In Emilia-Romagna circa 400.000 imprese, in gran parte PMI, affrontano cicli decisionali sempre più rapidi e instabili. In questo contesto stanno emergendo modelli innovativi di ‘Management as a Service’, che integrano dati di bilancio, benchmark e informazioni gestionali per trasformarli in indicazioni operative, anche grazie al supporto dell’intelligenza artificiale e alla validazione di professionisti esperti. Strumenti come dashboard evolute e simulazioni di scenario permettono così a imprenditori e manager di valutare l’impatto delle scelte su flussi di cassa e competitività nei successivi 6–24 mesi.”
Sostenibilità come leva competitiva per le PMI
Anche l’integrazione dei criteri ESG nei modelli di gestione aziendale diventa sempre più un elemento strategico. “Oggi i fattori ESG — Environmental, Social e Governance — rappresentano per le PMI non solo un ambito di crescente attenzione da parte del regolatore, ma una concreta leva di competitività.” Lo ha evidenziato Francesco Grande, Chief Business Officer di Ecomate, che ha proseguito: “Integrare questi criteri nei processi aziendali consente di migliorare il dialogo con banche, investitori e grandi clienti, facilitando l’accesso al credito e l’ingresso nelle filiere più strutturate. La disponibilità di informazioni ESG affidabili e comparabili riduce le asimmetrie informative e rafforza la credibilità dell’impresa verso il mercato. In questo scenario, la sostenibilità smette di essere mero adempimento per diventare una leva concreta di crescita e posizionamento competitivo.”
Il Minibond come strumento a sostegno della crescita aziendale
A completare la panoramica sugli strumenti finanziari innovativi l’intervento di Enrico Sobacchi, head of Business Development area Advisory di ABC Company, sul finanziamento d’impresa. “In uno scenario di mercato sempre più complesso, in cui l’accesso ai canali tradizionali di finanziamento risulta meno immediato, le emissioni di Minibond e Basket Bond rappresentano strumenti efficaci per sostenere la crescita delle PMI. Consentono di diversificare le fonti di funding, rafforzare il posizionamento sul mercato e ottimizzare la struttura finanziaria migliorando il profilo debitorio.”
In un contesto caratterizzato da trasformazioni tecnologiche, transizioni energetiche e nuove dinamiche geopolitiche, le imprese sono chiamate a rafforzare competenze manageriali, strumenti finanziari e capacità di innovazione per sostenere la competitività del sistema produttivo italiano.

