Modena si rimette in cammino dentro la propria storia, e lo fa con un programma diffuso, lungo un mese intero, che intreccia memoria, cultura e partecipazione civile per celebrare l’81° anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Dal 15 aprile al 16 maggio, la città si trasforma in un grande spazio pubblico della memoria, dove le strade, le biblioteche, i teatri, i parchi e i luoghi istituzionali diventano tappe di un racconto corale che guarda al passato per interrogare il presente. Un attraversamento collettivo che chiama in causa generazioni diverse, linguaggi differenti e sensibilità plurali, con l’obiettivo di tenere vivo il senso profondo della Resistenza e della democrazia.
Il programma, promosso dal Comune di Modena insieme al Comitato per la storia e le memorie del Novecento e a una fitta rete di associazioni, istituzioni culturali e realtà del territorio, è stato presentato in conferenza stampa nella mattinata di martedì 14 aprile, in municipio, alla presenza del sindaco Massimo Mezzetti, del presidente provinciale Anpi Vanni Bulgarelli, del coordinatore territoriale Legacoop Estense Marcello Cappi, dell’attrice e drammaturga Donatella Allegro, e della filosofa e curatrice culturale Maura Gancitano, in collegamento video.
Costruito con un respiro ampio e articolato, capace di alternare momenti di riflessione storica, spettacolo, partecipazione attiva e ritualità civile, il calendario porta come titolo “I colori della libertà”. Per ravvivare la memoria, si è infatti pensato di ‘colorare’ le foto – provenienti dall’Istituto Storico – che ritraggono i momenti più emozionanti e carichi di pathos in cui Modena ha preso consapevolezza della sua rinnovata libertà. Questo colore, molto più che un fotoritocco, è il simbolo di quel percorso che l’Italia avrebbe compiuto negli anni a seguire, che la portò a dotarsi di una Costituzione ancora così attuale a 78 anni di distanza dalla sua promulgazione e a diventare uno dei paesi che ha fondato l’Unione Europea. Questo colore così vivido, affidato alla competente realizzazione del digital artist Michele Ronchetti, è quindi la traduzione cromatica della gioia che è esplosa nelle strade, di una spensieratezza che – seppur nelle costrizioni materiali – poteva finalmente tornare a far parte della vita, di una vita che finalmente tornava a essere libera e in pace.
Com’è tradizione, il cuore simbolico delle celebrazioni si concentra mercoledì 22 aprile, giornata della Liberazione di Modena, scandita da una sequenza di momenti istituzionali che attraversano i luoghi della memoria cittadina: dal cimitero di San Cataldo alla Ghirlandina, dal Palazzo comunale all’Università, con la deposizione di corone che segnano un itinerario civile condiviso. Nei giorni immediatamente successivi, il gesto della memoria si diffonde nello spazio urbano con “Strade della Libertà”, quando i volontari dell’Anpi depongono fiori sulle targhe dedicate a partigiane, partigiani e antifascisti, trasformando la toponomastica in una mappa viva della storia.
Sabato 25 aprile, Modena vive il momento più solenne e partecipato. Dalla messa in Duomo al corteo accompagnato dalla banda cittadina “A. Ferri”, fino agli interventi in Piazza Grande, alle 11.15, del sindaco Massimo Mezzetti, del presidente nazionale della FIAP (Federazione Italiana Associazioni Partigiane) Luca Aniasi e di Maura Gancitano, filosofa, autrice e curatrice culturale, ospite speciale per l’occasione, la città rinnova il proprio patto con la memoria. Nel pomeriggio, alle 16, la musica torna protagonista con il concerto della banda cittadina, mentre lo sport si affianca alla commemorazione con la 20ª edizione della “Camminata della Libertà” (con ritrovo alle 7.30 alla polisportiva Madonnina) e il 47° Trofeo Liberazione di atletica leggera al campo scuola di via Piazza 70, a partire dalle 14.
UN MESE DI APPUNTAMENTI A PARTIRE DAL 15 APRILE
Dai racconti dei cittadini al teatro, dai giovani alle donne della Resistenza, Modena rinnova i valori democratici tra storia e riflessioni sul presente
L’avvio degli appuntamenti per l’81° della Festa della Liberazione – mercoledì 15 aprile – si colloca già nel segno della narrazione e della memoria, con due appuntamenti paralleli che intrecciano storie individuali e grandi processi storici. Alle 17.30, alla Casa delle Donne di strada Vaciglio 6, Vittorina Maestroni dialoga con Federica Seneghini attorno al romanzo “Grazia”, ricostruendo la vicenda di Grazia Barcellona, pioniera del pattinaggio, in un percorso che attraversa il fascismo, la guerra e la ricostruzione fino al sogno olimpico. Alle 17.45, alla biblioteca Giardino (via Curie 22/a), Stefano Lugli presenta “Il tabacco nel latte”, riportando alla luce una storia dimenticata di coraggio tra Monte Sole e San Prospero, in dialogo con la direttrice dell’Istituto Storico Metella Montanari.
Il programma prosegue nei giorni successivi mantenendo questa tensione tra memoria privata e storia collettiva. Sabato 18 aprile alle 18 doppio appuntamento: alla libreria Ubik si presenta “La soffitta” di Alessandra Mantovani, alla libreria Coop il volume di Fabio Montella, “Donne invisibili. La Resistenza femminile nella Bassa modenese”. Domenica 19 aprile alle 19 il Teatro delle Passioni ospita “I cocci del mio cuore”, uno degli appuntamenti più intensi dell’intero calendario. Lo spettacolo, scritto e interpretato da Donatella Allegro con Simone Francia e accompagnato dalle musiche di Daniele Branchini, nasce dalle testimonianze raccolte tra i cittadini modenesi in occasione dell’ottantesimo anniversario della Liberazione: frammenti di vita, ricordi familiari, voci che emergono dai cassetti della memoria per ricomporsi in una drammaturgia corale fatta di paura, coraggio, perdita e rinascita. Uno spettacolo teatrale, ma anche un atto di restituzione collettiva, che trova continuità anche nella matinée del 21 aprile dedicato agli studenti dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
La dimensione della memoria femminile attraversa diversi appuntamenti, come l’incontro del 29 aprile alla Casa delle Donne (ore 18) dedicato a “La democrazia delle donne” di Laura Orlandini, che ricostruisce il ruolo dei Gruppi di Difesa della Donna nella costruzione della Repubblica. In questo percorso si inserisce anche la presentazione del romanzo “Quando i fiori avranno tempo per me” di Sara Gambazza, martedì 21 aprile alle 17.45 alla biblioteca Rotonda (via Casalegno 42), che racconta una storia di resistenza quotidiana e sopravvivenza nella violenza del primo dopoguerra.
Svariate iniziative coinvolgono le giovani generazioni. Giovedì 23 aprile alle 16.30, nella sala del Consiglio comunale, gli studenti del liceo A. Tassoni presentano “Immagini di città”, una mappa urbana ideale costruita attraverso un laboratorio su spazi pubblici e memoria, mentre nello stesso giorno, dalle 18 a mezzanotte, la Tenda di viale Monte Kosica ospita la “Festa Resistente”, tra musica dal vivo, concerti e nuove espressioni artistiche. Sempre il 23 aprile alle 21, la Sala Truffaut propone la proiezione del film “I nostri anni” di Daniele Gaglianone, con il regista presente in sala per un dialogo con il pubblico.
Il 24 aprile, alla vigilia della festa nazionale, la città si lascia attraversare da un trekking urbano serale che ricostruisce il passaggio dalla Resistenza alla democrazia, tra immagini d’epoca e testimonianze orali, a cura dell’Istituto Storico. Partenza da piazza Roma alle 20.30. Domenica 26 aprile la dimensione comunitaria si amplia ulteriormente: alle 10.30 gli scout Agesci animano piazza Matteotti con un flash mob dedicato alla costruzione della pace, mentre dalle 15.30 il parco della Resistenza ospita una festa popolare tra musica, giochi e interventi istituzionali. In parallelo, la polisportiva Sacca accoglie il tradizionale Pranzo della Resistenza, rafforzando il legame tra memoria e convivialità.
Tra gli elementi più originali del programma si distingue la rassegna “Fra Resistenza e Liberazione” al Parco Amendola, che dal 19 aprile al 1° maggio propone incontri, concerti, dibattiti e attività partecipative, spaziando dal racconto della famiglia Cervi alle riflessioni contemporanee su Palestina, Iran e Kurdistan, fino a momenti di festa e socialità.
Il calendario si estende poi fino a metà maggio. A tenere insieme questo lungo percorso è anche un lavoro profondo sulla memoria orale e sulla trasmissione alle nuove generazioni. Il progetto “Modena da 80 anni libera” raccoglie le testimonianze dei cittadini, trasformandole nel podcast “È ancora primavera – Voci dalla Liberazione di Modena”, un archivio vivo di racconti che attraversano famiglie, quartieri e storie individuali. Accanto a questo, i laboratori didattici nelle scuole coinvolgono studenti e studentesse in un processo attivo di ricerca e narrazione, rendendoli protagonisti di una memoria che non è mai statica, ma continuamente rielaborata.

