
La situazione in famiglia era divenuta insostenibile, tanto da costringere la vittima, in più occasioni, ad allontanarsi dalla casa insieme ai bambini. Spesso, rientrando a casa ubriaco, l’uomo insultava pesantemente la donna davanti ai figli, accusandola ingiustamente di infedeltà e aggredendola con schiaffi. L’episodio culminante si sarebbe verificato nella notte tra il 25 e il 26 dicembre 2023: dopo aver rivolto alla compagna insulti gravemente offensivi e accusandola di frequentare un amante, le sputava in viso, la colpiva con schiaffi e la spingeva contro una finestra, facendole sbattere la schiena. Il tutto avveniva sotto gli occhi delle figlie minori. Durante questa aggressione, l’uomo l’avrebbe ulteriormente colpita e umiliata pubblicamente, chiedendole davanti alle bambine di confessare dove si recava durante la notte. Quando una delle figlie era intervenuta nel tentativo di difendere la madre, l’uomo non aveva esitato ad aggredire anche lei con due schiaffi e un pugno sul naso, causandole ferite che i medici avrebbero successivamente giudicato guaribili in nove giorni.
Le continue violenze hanno portato la donna a denunciare quanto accaduto. Le indagini condotte dai carabinieri della stazione di Casalgrande hanno confermato i gravi episodi di maltrattamenti, portando alla denuncia dell’uomo presso la Procura di Reggio Emilia per i reati commessi in ambito familiare. Dopo un iter processuale articolato, il 15 ottobre 2024 è arrivata la sentenza del GUP del Tribunale di Reggio Emilia, poi riformata il 16 settembre 2025 dalla Corte d’Appello di Bologna e resa definitiva il 5 giugno 2026. L’imputato è stato condannato a una pena di 2 anni e 2 mesi di reclusione, scontati i 6 mesi e 25 giorni già trascorsi in carcere. Rimangono quindi da espiare 1 anno, 7 mesi e 5 giorni.
Una volta divenuta esecutiva la sentenza, l’Ufficio Esecuzioni Penali del Tribunale Ordinario di Reggio Emilia ha emesso l’ordine di carcerazione nei confronti del 58enne. Il provvedimento è stato trasmesso ai carabinieri della Tenenza di Scandiano, città in cui risiede l’uomo. Nel pomeriggio di ieri, i militari si sono recati presso il domicilio dell’uomo che, dopo le formalità di rito, è stato condotto in carcere per scontare il resto della pena, pari a un anno, sette mesi e cinque giorni.

