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Arpa Emilia Romagna in missione ambientale in Libano

Le oltre 10 mila tonnellate di olio combustibile fuoriuscite dai depositi della Centrale termoelettrica di Jieh, a 28 chilometri a Sud di Beirut, bombardata tra il 13 e il 14 luglio, hanno contaminato circa 180 chilometri di costa. Un disastro ambientale senza precedenti che minaccia l’intero eco-sistema marino del Libano.


Per limitare le immediate conseguenze di questa catastrofe e contribuire alla successiva bonifica del mare e della costa dall’olio combustibile, il Governo libanese ha chiesto aiuto alla Comunità europea e all’Italia. Immediata la risposta da parte italiana che, attivata l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e del Territorio (Apat), ha organizzato un gruppo di esperti che già venerdì prossimo partiranno per i primi sopralluoghi nell’area circostante la Centrale.


Tra le Agenzie ambientali regionali che si sono attivate per prime, l’Arpa Emilia-Romagna, l’Arpat della Toscana e l’Arpal Liguria, insieme a tecnici del Reparto ambientale marino delle Capitanerie di Porto e Guardia Costiera, dell’Apat e dell’Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare (ICRAM). Il coordinamento degli interventi – che farà base presso l’Ambasciata italiana a Beirut – è stato affidato ad Apat che si avvarrà proprio di Arpa Emilia-Romagna: Delves Fozzato, che in Arpa è il responsabile in Direzione tecnica dell’Area vigilanza e controllo, avrà infatti il coordinamento tecnico scientifico di tutte le Unità impegnate nelle operazioni di disinquinamento. Ad accompagnarlo Sandro Tarlazzi, esperto di inquinamento marino e membro della Struttura Oceanografica Daphne di Arpa, che si occuperà in particolare della bonifica del mare e del monitoraggio ambientale marino.


“Arpa Emilia-Romagnaa – ha commentato l’assessore regionale all’ambiente Lino Zanichelli – dimostra anche in questa occasione di possedere strutture e competenze tecnico-scientifiche di primo livello. La Regione è orgogliosa di dare un contribuito di qualità ad una missione ambientale e di pace di grande importanza per il futuro del Libano”.

la missione sarà operativa e concreta, tant’è che i due tecnici di Arpa sono esperti subacquei – gli interventi prevedono immersioni nelle aree da bonificare – e con una lunga esperienza in operazioni di disinquinamento a seguito di disastri ambientali.


La missione Bahar – questo il nome dell’intervento italiano – ha nell’immediato l’obiettivo di bonificare il tratto di mare prossimo alla Centrale per consentire la sua rimessa in funzione, che necessita di acque pulite per il raffreddamento degli impianti.

Successivamente partiranno gli interventi per il ripristino ambientale ed evitare che l’ecosistema marino-costiero subisca danni irreversibili.
In particolare, sono previste prospezioni subacquee e interventi di bonifica sui fondali e sulle coste dell’arcipelago delle Palm Islands, area marina protetta interessata dall’arrivo della “marea nera”.

La missione dei tecnici italiani durerà per ora due settimane, al termine della quali verranno decisi gli interventi prioritari da effettuare, interventi che prenderanno il via sono quando gli artificieri delle forze internazionali completeranno la rimozioni degli ordini inesplosi dall’area.