
L’assessore alla Politiche sociali Miria Ronchetti ha dal canto suo preso la parola spiegando che la materia è regolata per quello che riguarda i requisiti per l’accesso agli alloggi Erp da norme regionali, mentre l’attribuzione dei punteggi ai fini della graduatoria rientra nella discrezionalità dell’amministrazione comunale. In particolare il regolamento che a Carpi disciplina la materia è stato adottato anche dagli altri comuni delle Terre d’argine e quindi ogni modifica va concordata con essi e a livello provinciale. “Inserire tra i requisiti per l’accesso – ha detto Ronchetti – il tempo di permanenza nel comune credo sia illegittimo e già la Bossi-Fini richiede ai cittadini extracomunitari comunque un permesso di soggiorno almeno biennale e un rapporto di lavoro”. A Carpi negli ultimi tre anni sono stati assegnati 72 alloggi, 13 a persone che risiedevano in città da meno di tre anni, 6 italiani e 7 stranieri. Nel nostro comune sono assegnati 591 alloggi Erp e l’8.8% della popolazione totale gode di queste abitazioni, contro l’1.3% dei cittadini extracomunitari residenti. 101 gli alloggi Erp assegnati a stranieri, il 17% del totale, un dato poco superiore alla percentuale degli stranieri, che sono l’11.3%, e appartenenti più degli italiani alle fasce economicamente più disagiate. “L’intenzione dell’amministrazione – ha concluso Ronchetti – è da tempo quella di andare ad una revisione delle norme del regolamento di accesso alle case popolari, definendo magari nuove regole per la decadenza o differenziando le graduatorie. Analizzeremo le proposte concrete che verranno dalla Commissione consiliare, poi ci confronteremo anche in Consiglio e con gli altri comuni”.
Nel dibattito è intervenuta Stefania Gasparini (Pd), che ha sottolineato come sia importante aprire una riflessione sul tema delle politiche abitative, sul ruolo dell’Erp, sui controlli nei confronti degli assegnatari, confrontandosi anche con altre realtà locali: il collega di gruppo Paolo Zironi si è invece detto non convinto delle modifiche al regolamento che questo ordine del giorno intendeva introdurre. “Meglio fare più case popolari che precostituire oggi questo tema dell’anzianità di residenza…”. Lorenzo Paluan (capogruppo Lista civica Carpi a 5 stelle-Beppegrillo.it-Prc) ha paventato rischi di ineguaglianze nel caso fosse introdotta questa modifica, chiedendo piuttosto, come poi avvenuto, di inserire nell’odg il criterio dell’anzianità di permanenza in graduatoria. “Qualsiasi regolamento a punteggio sfavorisce l’uno e favorisce l’altro – ha esordito il capogruppo PdL Roberto Andreoli – speriamo che l’auspicio di questo ordine del giorno si concretizzi presto”. D’accordo sul contenuto del documento e sul confronto da avviare sul tema si sono detti Marco Bagnoli (Pd) e Argio Alboresi (capogruppo Lega nord Padania) mentre Daniela Depietri (Pd) e lo stesso Presidente del Consiglio comunale Giovanni Taurasi hanno trattato soprattutto del ruolo della Commissione consiliare competente.
Davide Dalle Ave (capogruppo Pd) ha dal canto suo rimarcato come il dibattito in corso si inserisse in una più ampia riflessione sugli alloggi Erp. “Non dobbiamo avere paura di sperimentare anche a lungo termine sul tema dell’integrazione, definire ora qualche elemento di novità per non trovarsi in ritardo in futuro”. Roberto Benatti (PdL) ha chiesto di aggiungere nel testo dell’odg presentato da Baggio anche il criterio espresso da Paluan, che l’assessore Ronchetti ha ribadito essere uno di quelli che si sta valutando. Si è poi andati al voto, pochi minuti dopo mezzanotte.

