
Nel giudizio degli intervistati le microimprese, “i piccoli cuori pulsanti dell’economia”, creano ricchezza e posti di lavoro in silenzio, senza ricevere agevolazioni e sussidi, rischiando in proprio, resistendo non solo a “regole del gioco” che cambiano in continuazione, ma anche alla concorrenza sleale e all’illegalità. La microimpresa, pur esposta ai venti della crisi internazionale in misura molto superiore alla grande impresa, ha contribuito sino ad oggi in modo decisivo alla tenuta dell’economia e dell’occupazione.
Alla domanda “secondo lei quanto è importante la micro impresa per l’economia nazionale?”, il 50,4% risponde molto ed il 45% abbastanza. Giudizi ugualmente positivi sull’importanza delle micro imprese nella vita sociale. Positiva è anche la considerazione su quanto le piccolissime imprese, in questa fase di recessione, contribuiscono alla tenuta dell’economia: molto per il 32,3% degli intervistati, abbastanza per il 46,3%. Un ruolo decisivo, inoltre, viene riconosciuto alle micro imprese sul fronte della tenuta occupazionale: questa la percezione dell’87% degli intervistati. Tanto che per la maggioranza degli intervistati, quando l’economia tornerà a crescere, le micro e piccole imprese saranno in grado di creare nuovi posti di lavoro (lo dice il 68,9%). La micro e piccola impresa soffre molto di piu’ la crisi che non la grande (53%).
Davvero scarsa l’attenzione che il Governo concede alle esigenze delle micro imprese, pressoche’ inascoltate e non sostenute: per il 71% degli intervistati il Governo guarda soprattutto, se non esclusivamente, agli interessi delle grandi imprese. “Un atteggiamento – sottolinea Paolo Govoni, Presidente di CNA Emilia Romagna – che certamente non aiuta queste imprese e le lascia da sole nel loro sforzo di continuare a credere nella ripresa, salvaguardare l’occupazione e l’innovazione. Possiamo solo auspicare che la nomina del nuovo Ministro dello Sviluppo Economico, consenta di attivare le necessarie politiche per rilanciare il nostro sistema imprenditoriale”.

