Home Bologna Mulatu Astatke, al Teatro Duse di Bologna, in esclusiva, a Febbraio

Mulatu Astatke, al Teatro Duse di Bologna, in esclusiva, a Febbraio

L’album “Inspiration Information” prodotto insieme al collettivo inglese The Heliocentrics ha conquistato una serie incredibile di nominations, premi e riconoscimenti (tra cui anche quella di Gilles Peterson) ed il prestigioso premio “Best Album” al Trophées Des Arts Afro-Caribéens, massimo riconoscimento nell’ambito della cultura Afro-Caraibica, a cui ha fatto seguito la splendida raccolta antologica “New York – Addis – London” (Strut Rec. ) e “Timeless” tributo audio/video pubblicato da Mochilla.

Musicista instancabile ed entusiasta, ora Mulatu ci presenta il suo nuovo album in studio dal titolo significativo di “Mulatu Steps Ahead”. Mulatu Astatke è ormai un maestro che ha trovato finalmente un posto nella storia, accanto a giganti come Duke Ellington e Sun Ra.

Il tour italiano comprende 3 date: Milano, Torino e il 25 febbraio al Teatro Duse di Bologna

BIGLIETTI. Sono disponibili tre ordini di posto:

• platea 30€ +diritti di prevendita

• prima galleria 25€ +diritti di prevendita

• seconda galleria 20€ +diritti di prevendita

Prevendite biglietti presso la biglietteria del Teatro Duse in Via Cartoleria, 42 a Bologna (apertura dal martedì al sabato ore 15-19), presso il Circuito VIVATICKET-CHARTA, i punti d’ascolto delle IperCoop e il Circuito HELLO TICKET, oltre alle prevendite abituali di Bologna e con carta di credito su www.teatrodusebologna.it

INFORMAZIONI: Locomotiv Club: www.locomotivclub.it – info@locomotivclub.it – 3480833345 – Teatro Duse: www.teatrodusebologna.it – info@teatrodusebologna.it – 051/231836

BIOGRAFIA

Grande musicista (e artista di culto) Mulatu Astatke, è vibrafonista e multistrumentista. Creatore negli anni ’60 di quel movimento musicale denominato Ethio-Jazz in cui si fondono tradizione etiope, influenze latinoamericane e improvvisazione jazzistica, è da annoverare tra i più importanti musicisti Africani di sempre.

Nato nel 1943 a Jimma, il più grande centro urbano dell’Etiopia sud-occidentale, Mulatu inizia giovanissimo ad interessarsi al Jazz, decidendo prontamente di approfondire il discorso trasferendosi prima a Londra, poi a New York ed infine a Boston, dove divenne il primo studente africano a frequentare i corsi del Berklee College of Music.

Grazie a questi numerosi soggiorni, che negli anni Settanta gli consentiranno di lavorare con gente del livello di Duke Ellington e Mongo Santamaria, Mulatu inizia pian piano ad innestare nelle pulsioni musicali della propria terra elementi sempre più diversi, come influenze latin, funk e psichedeliche. Per anni Mulatu ha vissuto tra Addis e Boston, senza disdegnare qualche incursione europea: un nomadismo che gli ha permesso di sviluppare la sua arte ignorando sia i confini tra i generi che, conseguentemente, quelli geografici.

Negli ultimi anni il culto di Mulatu Astatke si è rinnovato: a testimonianza di ciò ricordiamo l’omaggio reso dal regista Jim Jarmusch nella colonna sonora del film “Broken Flowers” e pubblicata dalla Decca; la francese “Buda Musique” ha ristampato un’intera serie dedicata all’Ethio Jazz ed a Mulatu; la Red Bull Music Academy lo ha tributato nel 2008 in una storica serata a Londra.

La Strut Records che è riuscita a riportarlo negli studi di registrazione (dopo oltre 20 anni) affiancato dagli Heliocentrics, da cui è scaturito un album magico dal titolo “Inspiration Information” e che è stato grandemente accolto anche in Italia mettendo d’accordo critica e pubblico. Tale disco è anche da molti considerato il disco dell’anno 2009 così come il live. Nello stesso anno sempre la Strut Records pubblica una meravigliosa antologia, “New York – Addis – London: The Story of Ethio Jazz (1965 – 1975)”, che attinge a piene mani agli anni londinesi ed americani che vanno dal 1965 al 1975, dove l’artista etiope dà vita a quell’inedita creatura musicale chiamata appunto Ethio Jazz.

Ora il nuovo album “Mulatu Steps Ahead”. I territori sono quelli del tanto caro Ethio Jazz, nella sue sfaccettature più fumose e dilatate. Una sintesi di capacità espressiva e compositiva, che non indugia troppo sulla forma ma che dà spazio ai contenuti, caratterizza il disco dall’inizio alla fine in una metamorfosi continua di stili musicali. L’effetto finale è, come al solito, stordente, dirompente e catartico. Il disco è stato registrato tra Boston e Londra, con il contributo della Either Orchestra, degli Heliocentrics ed altri ospiti speciali.

SITO WEB MULATU ASTATKE: http://www.ethiojazz.com/