
La crisi economica, così come l’attuale difficoltà nel settore della macellazione, può essere affrontata con gli ammortizzatori che la legge mette a disposizione.
Italcarni, invece – si legge nell’odg del Direttivo Flai/Cgil Modena – preferisce intraprendere un percorso che non esitiamo a definire “la via bassa della competizione”. Infatti questa impresa, che dovrebbe essere ancora animata dai principi cooperativistici, oltre a comunicare esuberi, ha annunciato appalti e affitti di rami di azienda senza entrare nel merito e senza spiegare come, queste operazioni, potessero risolvere il pesante disavanzo economico di questa cooperativa.
Il CD della Flai/Cgil di Modena ritiene questa impostazione della cooperativa dannosa per i lavoratori, ma anche per tutta la filiera, in particolare per le imprese e i suoi dipendenti direttamente legate con rapporti societari a Italcarni, come Grandi Salumifici Italiani, ma anche per importanti clienti come la Grande Distribuzione Organizzata. Una impostazione che non ha nulla a che fare con la storia del movimento cooperativo modenese, sulla quale sarebbe necessario un auspicabile ed urgente intervento della Legacoop modenese.
Quando si appalta o si affitta per creare risparmi sul costo della manodopera, che è tra i più bassi del comparto, non si mettono in preventivo solo più “leggeri minimi contrattuali”, che di per sé non sarebbero sufficienti a invertire le sorti della cooperativa, ma una chiara volontà di introdurre strumenti purtroppo presenti in altri macelli italiani, anche modenesi. Questi strumenti sono: somministrazione illegale di manodopera effettuata da false cooperative, tramite discutibili appalti, evasioni ed elusioni fiscali e contributive, sfruttamento del lavoro fino al limite di casi di vero e proprio caporalato.
Il CD della Flai/Cgil di Modena ritiene che, quanto sta accadendo nel comparto della macellazione e della lavorazione delle carni a Modena, rappresenti una preoccupante e pericolosa degenerazione che sta mettendo a rischio la sopravvivenza di quelle imprese che fanno del rispetto delle leggi e dei contratti di lavoro, un loro valore strategico.
E’ quindi necessario pretendere ed esigere coerenza a tutti coloro, clienti o trasformatori delle materie prime, salumifici o grande distribuzione organizzata, che fanno dell’etica o della responsabilità sociale d’impresa il valore aggiunto dei loro prodotti.
Dietro gli slogan “continuiamo ad abbassare i prezzi” e dietro la continua ricerca di materie prime al minor costo possibile – caso mai per aumentare gli utili d’impresa per entrare in borsa, come nel caso di Grandi Salumifici Italiani – si contribuisce ad incentivare la degenerazione del comparto.
Il CD della Flai/Cgil di Modena impegna tutta la categoria a continuare e a intensificare tutte le iniziative di denuncia pubblica e di segnalazionealle competenti istituzioni di casi di illegalità nei luoghi di lavoro. Il CD della Flai/Cgil di Modena dà pieno mandato alla segreteria Flai Modena di proclamare tutte le necessarie iniziative, con il coinvolgimento di tutte le Rsu, a sostegno della lotta delle lavoratrici e dei lavoratori Italcarni.
(Ordine del Giorno Comitato Direttivo Sindacato alimentaristi Flai/Cgil Modena)

