
“Mentre con una mano si continua a imporre balzelli ai cittadini, con l’altra si riducono i servizi che dovrebbero essere forniti proprio grazie al pagamento delle tasse” afferma Vincenzo Santoro della Funzione Pubblica/Cgil che contesta fortemente i tagli lineari verso la pubblica amministrazione, che riducono o addirittura eliminano i servizi.
“La cosa che più rattrista – aggiunge il sindacalista – è che uno dei motivi principali della chiusura degli uffici è la carenza di personale. Anzichè riorganizzare i servizi in modo razionale, rispondendo anche allenecessità di creare posti di lavoro, si è preferito adottare un provvedimento radicale oltre che miope, visto che i lavoratori oggi occupati in quegli uffici, saranno trasferiti negli uffici giudiziari di Modena”.
La nuova norma prevede che i Comuni potrebbero mantenere in vita i suddetti uffici facendosi carico di tutte le spese, sia per quanto riguarda ilpersonale, che per quanto riguarda la logistica e il funzionamento deglistessi.
“Ma mentre pervicacemente si tagliano ingenti risorse agli enti locali – spiega Santoro – si chiede a questi di mettere mano ai loro bilanci qualora volessero continuare a mantenere i servizi. Chi pagherebbe tutto ciò? La risposta non è difficile da trovare”.
Va ricordato che gli uffici del Giudice di pace sono preposti a trattare le problematiche giudiziare più comuni che possono anche essere affrontatedirettamente dai cittadini, come ad esempio i ricorsi per le contravvenzioni. Non è da escludere che molti cittadini rinunceranno aricorrere al Giudice di pace perchè i costi che dovranno sostenere saranno maggiori delle sanzioni, anche se eventualmente ingiuste.
“La Cgil – afferma Santoro – non si oppone ad una politica di razionalizzazione della spesa pubblica. Ma ciò che sta avvenendo è tutt’altro!!!”
Infatti a breve saranno ridimensionati pesantemente gli Ispettorati del lavoro ai quali sono state tolte numerose competenze, sono già stati soppressi gli uffici preposti al pagamento degli stipendi dei dipendenti pubblici e sono in corso le procedure di chiusura degli uffici dell’Inpdap.
“Lo smantellamento dello stato sociale – commenta il sindacalista FP/Cgil – voluto dai vari ministri del precedente Governo, con il complice silenzio degli altri sindacati, purtroppo non ha avuto una battuta d’arresto. Se è vero che l’attuale Governo accetta il confronto con il Sindacato e a differenza di quello precedente è disposto a ragionare sulle proposte che può fornire la Cgil, è necessario che da subito si cambino i numerosi scellerati provvedimenti che negli ultimi tre anni sono stati emanati”.
(FP/Cgil Modena)

